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giovedì 26 maggio 2011

«La Marina ai civitavecchiesi in un modo o nell’altro»

Il Sindaco alza la voce sul blocco dei lavori sfidando la Soprintendenza ai beni culturali. Il sottosegretario Giro: «Da Tidei una furbata che rispedisco al mittente»


CIVITAVECCHIA -
«Entro luglio in un modo o nell’altro la Marina tornerà ai civitavecchiesi. Con o senza la conferma da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali che gli atti sono legali». Queste le parole del sindaco Gianni Moscherini dopo le polemiche nate attorno ai cantieri bloccati della Marina che hanno visto prendere la parola numerosi personaggi politici di ambo gli schieramenti: «Mi sarei aspettato collaborazione da parte di tutti - ha dichiarato il primo cittadino - perché la Marina appartiene a tutti e non solo all’attuale maggioranza o all’opposizione». Sulle diatribe politiche, anche trasversali, che hanno colpito l’opera ancora incompiuta secondo il primo cittadino l’unico degno di rispetto è il consigliere del Partito democratico Mauro Guerrini: «Credo che la città lo debba ringraziare. Fa parte della minoranza ma ha ragionato con il linguaggio di chi ama Civitavecchia e non con il pensiero di chi fa diventare ancora un bene collettivo l’arena dove combattere le divergenze politiche. Mi auguro - continua - che nei prossimi giorni prevalga sia all’interno della maggioranza che dell’opposizione il suo modo di ragionare».
A bacchettare invece l’onorevole Pietro Tidei, ci pensa il sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro: «Ho sempre considerato l’onorevole Tidei persona dotata di una notevole abilità politica. Per questo non cadrò nel suo amabile trabocchetto. Affermare che solo il sottosegretario Giro può risolvere con buon senso la vicenda dei lavori oggi bloccati della Marina - continua - può forse stuzzicare il lato oscuro del narcisismo politico che ognuno di noi possiede, ma francamente mi sembra una tesi azzardata, una bella furbata confezionata ad arte da Tidei per alimentare altra caciara politica su una questione che non c’entra nulla con la politica, ma piuttosto con la buona o cattiva amministrazione di una città che è dei civitavecchiesi che dovrebbero essere rispettati di più da tutti i dirigenti della città di ogni colore e parte politica che in questi mesi si azzuffano su tutto». Per quanto riguarda invece il tema della destinazione d’uso dei locali, Giro risponde: «La questione si è posta quando, accertata la mancata autorizzazione paesaggistica, si è tentata la procedura prevista dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, di un’istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica, unico strumento per sanare l’abuso. Ma è proprio la presenza dei volumi sulla Marina ad impedire questa procedura. In sostanza, deve essere chiaro che attività commerciali sulle marine sono vietate per legge, al di là di ogni ulteriore considerazione sul caso surreale di Civitavecchia».

sabato 21 maggio 2011

Marino: «Niente camera iperbarica senza presidio sanitario»

Gianfranco Forno replica al consigliere del Pdl: ha funzionato regolarmente per quasi otto anni


CIVITAVECCHIA -
Botta e risposta sulla camera iperbarica, sita all’interno del porto di Civitavecchia, tra il consigliere comunale del Pdl Pasquale Marino e il presidente della ‘‘Associazione volontari Francesco Forno’’, Gianfranco Forno.
«La camera iperbarica - ha dichiarato Marino - può funzionare solo se associata ad un presidio sanitario di eccellenza in grado di soddisfare la complessità dei casi clinici che vengono trattati all’interno della camera stessa che eviterebbe a tutti i cittadini e ai pazienti di uscire fuori Civitavecchia per usufruire del servizio. La struttura inoltre non può funzionare senza i presupposti tecnici sanitari essenziali. Fatto rimarcato anche dai sopralluoghi che hanno effettuato esperti del settore come il professor Peris dell’unità operativa di rianimazione di Firenze. Una camera iperbarica - continua Marino - circondata da un cantiere, depositi e container non può essere la soluzione auspicata. Ecco perché stiamo lavorando con la Delegata al progetto, l’avvocato Sacco, al fine di attrezzare nel porto un presidio sanitario adatto a soddisfare le crescenti esigenze degli operatori portuali, dei marittimi e dei croceristi».
Non è dello stesso parere il presidente della ‘‘Associazione volontari Francesco Forno’’, Gianfranco Forno che nell’agosto 2010, dopo la rinuncia da parte della Croce Rossa alla gestione della camera iperbarica, otteneva l’assegnazione provvisoria della struttura chiedendo altresì, tramite una formale istanza, il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio ai sensi della legge Regione Lazio n.4 del 3 marzo 2003 per l’attività specialistica di ‘‘centro ambulatoriale di emergenza iperbarica e di ossigenoterapia iperbarica’’ corredata da 17 documenti necessari per la valutazione da parte degli organi preposti: «Istanza a cui non è ancora seguita alcuna convocazione della conferenza dei servizi che dovrà esprimersi sulla stessa».
«La camera ha funzionato regolarmente dal 1° febbraio 1998 al 31 dicembre 2005, senza alcun bisogno di un presidio sanitario di “eccellenza”. Una volta completato l’ampliamento della struttura - ha spiegato Gianfranco Forno - sarà in grado di funzionare allo stesso modo. Ad eccezione delle camere situate in strutture ospedaliere, tutte le altre presenti in Italia da anni funzionano come quella che abbiamo gestito noi». E per trovare finalmente soluzione al problema chiede al consigliere comunale Marino e agli organi preposti di organizzare un incontro pubblico per «affrontare seriamente il problema».

martedì 10 maggio 2011

Freedom su Pdl: "Senza confronto si rischia di naufragare"

CIVITAVECCHIA - «Occorre una politica di qualità». Lo ritiene indispensabile il coordinamento politico Freedom: «Senza confronto e idee, il partito e l’amministrazione comunale rischiano di naufragare miseramente, perché la strada imboccata è quella che porta sul ciglio di un baratro. Serve un progetto nuovo, gente che creda veramente nella politica e uno slancio per riavvicinarsi alle persone. Invece, ancora oggi, non si fa nulla di tutto ciò e ormai sta diventando tardi».
Con la campagna elettorale ormai alle porte e a fronte della paralisi che, denuncia il coordinamento politico, ha colpito la città portuale a causa dell’amministrazione comunale in carica, il movimento politico pone all’attenzione dei cittadini una serie di domande che possano portare ad un’attenta analisi della realtà politica cittadina: «Ci si domandi perché il Pdl qui non è mai nato. Ci si chieda come mai l’area del centrodestra si sia frantumata in una miriade di movimenti e associazioni, come mai prima d’ora. Ci si ponga il quesito - continua - sul perché non arrivino finanziamenti pubblici, sul perché tanti lavori vengano bloccati. La cruda realtà, - dichiara Freedom - è che il PdL a Civitavecchia non è mai nato. O forse qualcuno non ha voluto che nascesse cacciando o costringendo ad andare via le voci dissonanti, distruggendo amicizie, mettendo gli esponenti che erano riusciti a battere l’egemonia storica della sinistra, uno contro l’altro».
Un errore che secondo Freedom è stato voluto per «rimanere ‘‘soli’’ al comando e fare il proprio comodo con la complicità di una opposizione inesistente, ridotta al lumicino e che davanti fa finta di criticare, ma che in realtà è pronta all’inciucio».

venerdì 25 marzo 2011

Ladispoli: Paliotta e Pierini rispondono al Pdl



LADISPOLI - Manca un anno alle elezioni amministrative e la dura lotta tra maggioranza e opposizione è iniziata.
I primi a sguainare la spada sono stati i rappresentanti del Pdl di Ladispoli, parlando di una “paralisi amministrativa” che dura da circa di due mesi. E a rispondere a queste accuse sono le alte cariche del Comune.
In prima fila il sindaco Crescenzo Paliotta: «Qualsiasi dubbio l’opposizione possa avere sugli atti gestionali hanno già trovato risposta da parte dei dirigenti interessati». Ma il Primo cittadino non si ferma qui: «In quattro anni sono spesi circa 20 milioni di euro nella realizzazione di opere che hanno sicuramente portato a nuova vita la nostra città».
Ci si riferisce alle tre nuove scuole, il cavalcaferrovia, il nuovissimo parcheggio di scambio. E ancora strade rifatte (dieci per l’esattezza), nuove ciclabili per non parlare poi della riqualificazione di tutto il centro urbano: «Nonostante i tagli apportati dalla Regione e dalla Provincia – dichiara il Sindaco – che hanno visto diminuire del 30% le entrate nelle casse del Comune, abbiamo fatto tanto e tutto quello che potevamo. Inoltre quest’anno sono state indette anche delle gare d’appalto per la realizzazione di altre scuola a San Nicola, attraversamenti pedonali rialzati e ancora delle piste ciclabili per gli amanti delle due ruote».
Ma a rispondere alle accuse del Pdl e in particolar modo a quelle lanciate dal consigliere Filippo Moretti, c’è anche il vicesindaco, Marco Pierini: «Il Consigliere forse non gira per Ladispoli e non vede che la città continua ad essere un vero e proprio cantiere a cielo aperto». E rilancia puntando il dito e soprattutto gli occhi su eventi realmente «drammatici e che Moretti e il Pdl fingono di non vedere»: «Uno è il ritardo della Regione nel confermare il finanziamento per le opere di difesa delle spiagge dall’erosione – continua Pierini – Il secondo fatto grave è l’ulteriore taglio del Governo ai finanziamenti comunali» e che vedranno le casse del Comune impoverirsi di circa un milione e mezzo di euro.
«Queste sono le cose “drammatiche per lo sviluppo di Ladispoli” – conclude Pierini – Sappiamo che per il Pdl è imbarazzante parlarne ma speriamo che le tengano presenti e si battano anche loro, fin da ora, per difendere gli interessi della nostra città in tutte le sedi».

martedì 19 maggio 2009

Bioetica, Fini: il Parlamento non deve farsi guidare dalla Fede

La religione resti fuori dal Parlamento. Gianfranco Fini conclude la sua parabola laicista e dice chiaro e tondo che le leggi si devono fare senza il condizionamento dei "precetti di tipo religioso. Una presa di posizione netta che chiude il cerchio dei suoi innumerevoli strappi di questo ultimo anno sui temi eticamente sensibili (dal testamento biologico alla fecondazione assistita alle coppie di fatto); e che mette in allarme la Chiesa, e, trasversalmente, la 'rappresentanza' cattolica che siede sugli scranni parlamentari.

Scoppia così un nuovo caso politico con uno scontro a distanza tra il presidente della Camera e le alte sfere ecclestiastiche, spalleggiate dall'Udc ma anche dalla componente cattolica del Pdl. Occasione per l'"outing" di Gianfranco Fini, un incontro con gli studenti di Monopoli sulla Costituzione, durante il quale si è affrontato il tema della bioetica. Il presidente della Camera ha risposto di buon grado puntualizzando che il Parlamento "deve fare le leggi non orientate da precetti di tipo religioso. Il dibattito sulla bioetica è complesso - ha rimarcato - e mi auguro che venga affrontato senza gli eccessi propagandistici che ci sono stati da entrambe le parti perché queste sono questioni nelle quali il dubbio prevale sulle certezze". Affermazioni che Monsignor Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia della Vita, ha voluto subito esorcizzare: "La Chiesa cattolica non ha mai pensato di imporre al Parlamento italiano 'precetti religiosi'", ma "non tacerà sui temi di bioetica, che riguardano i diritti umani, i dettami costituzionali, la stessa razionalità umana e il bene comune". E poi, non si tratta di "precetti religiosi - ha protestato il vescovo - ma di "argomenti basati sulla ragione e sul diritto", e il fatto che "vengano portati avanti dal clero o da organismi cattolici non deve consentire a nessuno di considerarli come prodotto di una razionalità minore". Ecco perché - è stata la conclusione battagliera di mons. Sgreccia - "tanto più forte faremo sentire la nostra voce".


Da subito ha alzato i suoi decibel l'Udc che, con Luca Volonté, ha gridato contro "l'indegno attacco laicista" di Fini; un affondo che - ha accusato - "discrimina i credenti" come "nei totalitarismi neri del '900'' e che aggredisce "la libertà e la dignità della chiesa". Toni durissimi stemperati poi da Pier Ferdinando Casini, che ha definito "ovvie" le parole del presidente della Camera, ma ha anche plaudito a quanti in Parlamento si fanno paladini nelle battaglie sui "valori e sui principi che - ha osservato - ormai non hanno diritto di cittadinanza in politica". Sorpresa e irritazione nel Pdl. Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, ha detto che Fini "sbaglia e si pone su un piano di scontro ideologico molto lontano dalla laicità positiva da lui stesso evocata".


"Ognuno - ha tuonato - ha il diritto e il dovere di difendere ciò in cui crede. Sempre". E Gaetano Quagliariello, vicepresidente del Pdl al Senato, ha bacchettato il presidente della Camera perché le sue affermazioni possono ingenerare "equivoci" evocando l'immagine di uno stato "teocratico" lontano dalla realtà. Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare con delega alle questioni di bioetica, ha detto che non vede leggi ispirate a precetti religiosi, e ha citato ad esempio la legge 40 che "é molto equilibrata.