mercoledì 8 aprile 2009

APPELLO TERREMOTO...


QUESTO E' UN MESSAGGIO LANCIATO SU FACEBOOK E CHE MI SEMBRA DOVEROSO, UTILE E CORRETTO INSERIRE ANCHE ALL'INTERNO DI QUESTO SPAZIO... TUTTI NOI SIAMO A CONOSCENZA DI QUANTO STA ACCADENDO IN ABRUZZO. QUALCUNO DI NOI AVRÀ' DEGLI AMICI O DEI PARENTI LI' TRA GLI SFOLLATI O TRA I DISPERSI E QUALCUNO AVRÀ' PERSO UNA PERSONA CARA TRA QUELLE ROVINE.
IL DANNO E' STATO IMMANE E SCONCERTANTE. TUTTO IL MONDO E' SCOSSO DA QUESTA VICENDA E LA TERRA SEMBRA NON VOLER PLACARE LA SUA "IRA".
ORA POSSIAMO SOLO VOLGERE UNA PREGHIERA PER CHI NON C'E' PIÙ' E SPERARE INTENSAMENTE DI RITROVARE ALTRE VITE UMANE SOTTO QUELLE MACERIE...TROVARE ANCORA DEI MIRACOLI COME MARTA ED ELEONORA E I TANTI SOPRAVVISSUTI ALLA STRAGE.
MA PER CHI E' VIVO, E NON HA UNA CASA. PER CHI ORA NON HA DENARO, VESTITI, CIBO, LAVORO, PER TUTTI GLI SFOLLATI ABRUZZESI LACERATI NEL CORPO E NELL'ANIMA POSSIAMO LANCIARE UN APPELLO SPERANDO CHE VENGA ACCOLTO ED ESEGUITO DA CHI DI DOVERE...RIPORTO LE TESTUALI PAROLE DI FACEBOOK....COPIATE E INCOLLATE IL MESSAGGIO. LASCIATE TRACCIA DEL VOSTRO PASSAGGIO....


VEDIAMO SE FUNZIONA VERAMENTE FB, E SE LE BUONE IDEE ARRIVANO AI PEZZI GROSSI. 1) ANNULLIAMO IL MONTEPREMI DEL SUPERENALOTTO, CHE è QUASI DI 40 MILIONI DI EURO,E DONIAMOLO A CHI NE HA BISOGNO IN ABRUZZO 2) RIMANDIAMO A CASA QUEGLI IDIOTI DI TUTTI I REALITY E DONIAMO I MONTEPREMI 3) CHE I POLITICI DONASSERO LO STIPENDIO DI APRILE (tanto non muoiono di fame). COPIA, INCOLLA E DIFFONDI

lunedì 6 aprile 2009

NOTIZIE DA ITALIA & MONDO

Potrebbero superare il numero di 100 le vittime del terremoto che questa notte ha duramente colpito la Regione Abruzzo, come preannunciato dai soccorritori, anche se le morti sinora accertate sono 92. Centomila gli sfollati e circa 50 mila le case lesionate o distrutte nei circa 26 comuni interessati nella provincia de L'Aquila. Questo il bilancio provvisorio della tragedia che questa notte ha sconvolto la regione del centro Italia e che conta anche 1.500 feriti. Relativamente alle polemiche sorte in merito alla possibile prevedibilità del sisma, il sottosegretario alla Protezione Civile, Guido Bertolaso, ha tenuto a precisare che nei giorni scorsi aveva convocato la Commissione Grandi Rischi, proprio alla luce dello sciame sismico che aveva preceduto la scossa di questa notte. "L'unica cosa che si poteva fare era preparare il sistema e questo è stato fatto", ha detto Bertolaso in conferenza stampa. Stando a quanto indicato anche da alcuni esperti sismologi l'evento non era assolutamente prevedibile, in quanto non è mai stata scientificamente e statisticamente accertata una connessione fra lo sciame sismico ed il verificarsi di eventi di tale portata.

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''Ci sono degli sciacalli in giro'', denuncia il presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane. ''Questa notte - ha aggiunto - pochi minuti dopo la scossa erano gia' in circolazione'', sia nel centro dell'Aquila, che nei paesini della provincia. ''Abbiamo immediatamente avvertito la polizia - ha aggiunto - e loro sono gia' a lavoro''.

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Il romeno Oltean Gavrila, 27 anni, detenuto a Regina Coeli con Ionut Jean Alexandru per lo stupro nel parco della Caffarella il giorno di san Valentino, è accusato di un'altra violenza sessuale ai danni di una 20enne. A incastrarlo il Dna recuperato dopo gli abusi ai quali fu sottoposta una studentessa in un parco del Pigneto il 18 luglio.

Adescava le sue vittime offrendo un posto di lavoro da badante e durante il colloquio, che avveniva nella sua casa, le narcotizzava facendo bere loro un caffè con dei sedativi e poi le stuprava. L'uomo, un italiano di 44 anni, con alle spalle una condanna per tre stupri ridotta dai benefici di legge, è stato condannato a dieci anni di reclusione per violenza sessuale aggravata dal gup di Milano Giuseppe Gennari. Il giudice ha accolto la richiesta di condanna del procuratore aggiunto Marco Ghezzi. Lo stupratore seriale, Daniele Scardetta, magazziniere e residente a Milano, era stato arrestato nel settembre scorso in seguito alla denuncia di una ecuadoriana di 49 anni. La vittima, nel marzo scorso, si era recata nell'appartamento dell'uomo dopo aver letto un'inserzione per un posto da badante. Scardetta le aveva preparato un caffè con aggiunta di benzodiazepine, un narcotico che lei in quella occasione non aveva bevuto. L'aveva fatto però il giorno successivo: si era addormentata e lui l'aveva stuprata. L'uomo, dopo l'arresto, aveva confessato la violenza.
RECIDIVO - Leggendo la notizia sui giornali, un'altra donna, un'italiana di 26 anni, aveva riconosciuto il violentatore denunciando un episodio avvenuto nel luglio scorso. Anche lei infatti era stata adescata con la scusa di un lavoro, narcotizzata e stuprata. Scardetta era uscito dal carcere nel 2006, dopo aver scontato 3 anni di reclusione per tre violenze sessuali. Il gup dell'epoca per quei fatti (17 capi di imputazione in totale) l'aveva condannato a otto anni, ridotti a sei in appello e poi erano intervenuti i benefici di legge, tra cui la liberazione anticipata. L'uomo, ritenuto dagli inquirenti un pericoloso stupratore seriale, era rientrato anche in un programma di cura speciale godendo dell'assistenza di un medico. È stato condannato a pagare 30 mila euro di provvisionali alle due parti civili.
NON AMMESSO IL COMUNE COME PARTE CIVILE - Il giudice non ha invece ammesso la costituzione di parte del Comune di Milano. «Apprendiamo con sorpresa che un gup ha negato al Comune di Milano la facoltà di costituirsi parte civile in un procedimento penale che vede coinvolto un violentatore seriale», ha affermato il vicesindaco Riccardo De Corato. «La decisione disattende due sentenze della Corte di Cassazione e un orientamento opposto espresso da giudici dello stesso Tribunale: l'ultimo lo scorso marzo quando la Corte d'Appello ha confermato il risarcimento di diecimila euro al Comune per il caso della diciassettenne cinese stuprata da sei connazionali al Parco Lambro. Il Comune di Milano, che è attualmente a fianco delle vittime in ben 4 processi, non demorde e andrà avanti nella sua costante azione in difesa delle donne».


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Pirati somali hanno sequestrato una nave britannica gestita da una società italiana. Lo ha reso noto il portavoce della compagnia che si occupa della sicurezza nell'oceano indiano, secondo la quale il sequestro è avvenuto questa mattina presto in una località non ancora esattamente identificata al largo della Somalia. Secondo le prime informazioni, la nave britannica sarebbe la Malaspina Castle e stazza 32mila tonnellate.
Ancora nessuna notizia su numero e nazionalità dell'equipaggio della nave britannica, tranne la conferma che presumibilmente è numeroso. La Malaspina Castle stazza 32.000 tonnellate.
Oggi, secondo quanto ha reso noto oggi a Nairobi ancora il portavoce del Programma di Assistenza marittima per l'Est Africa, la stessa sorte è toccata anche ad un peschereccio con bandiera di Taiwan, sequestrato molto più a sud della normale zona di operazione dei pirati somali.
Sempre oggi si è avuta notizia del sequestro sabato di uno yacht francese, giorno in cui era stato catturato anche un cargo tedesco. Ecoterra International, Ong che si occupa di sorveglianza marittima, ha informato che anche uno yacht battente bandiera francese è stato catturato dai pirati a circa 640 chilometri al alrgo di Ras Hafun, nel nordest della Somalia.

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Un uomo di 30 anni è stato sottoposto ad un duplice trapianto di parte del viso e delle mani al di sotto del polso. L'intervento, il primo del genere, è avvenuto all'ospedale Henri Mondor di Creteil, alla periferia di Parigi. Le due équipe di più di 40 persone tra medici e infermieri, intervenute in contemporanea, hanno lavorato per una maratona di oltre 30 ore. Il paziente aveva subito gravi ustioni nel 2004 a causa di un incidente.




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Stanno arrivando al dipartimento della protezione civile offerte di aiuti da tanti paesi per il terremoto di questa notte. Tra i paesi che hanno contattato il dipartimento ci sono Russia, Germania, Francia, Grecia, Israele ed anche l'Unione Europea. Per ora comunque, ha spiegato il dirigente della protezione civile, Agostino Miozzo, ''non abbiamo bisogno di aiuti dagli altri paesi''. 06/04/2009 15:02

giovedì 2 aprile 2009

VIOLENZA SULLE DONNE: "IRREVERSIBLE"

DI CLAUDIA DE FAZIO & SONIA BERTINO

domenica 29 marzo 2009

GB: Ragazzino di 13 anni scopre di non essere lui il padre

Prima scopre che diventerà padre a 13 anni. Non si vergogna di ciò. Dimostra maturità. Troppa maturità per un ragazzino di 13 anni che vive solo della paghetta e che prestissimo è stato catapultato nel mondo dei grandi.

Ma lei, la sua compagna, madre di quella figlia concepita nella precoce adolescenza, perché lei ne ha solo 15, di maturità sembra possederne poca.

Oggi si scopre che Alfie potrebbe non essere il padre della piccola con la quale si era fatto fotografare. Alfie non è il padre di quella piccola a cui aveva promesso una vita dignitosa.

E ora altri due ipotetici padri si fanno avanti.

Il primo si chiama Richard Goodsell. Ha 14 anni e ha rivelato di aver avuto frequenti rapporti sessuali con Chantelle, nel periodo in cui lei è rimasta incinta. Ora chiede il test del DNA per risolvere l'enigma. "So di poter essere io il padre, tutti lo pensano. - dichiara - I miei amici dicono che la piccola ha i miei occhi, persino mia madre lo dice. Ho il diritto di sapere".

Il secondo ipotetico padre ha anche lui 14 anni, ma al contrario di Alfie e Richard si dichiara timoroso di scoprire che quel piccolo pargolo sia suo: "Ho dormito con Chantelle circa nove mesi fa e sono davvero preoccupato di poter essere il padre".

Ora la questione non è l'uso o no del preservativo. La castità prematrimoniale o una scarsa educazione sessuale.

La questione è un senso di irresponsabilità da parte di ragazzini ancora bambini che si ostinano a voler entrare nel mondo degli adulti senza ancora farne parte realmente.

Il problema sono i mezzi di comunicazione che ogni giorno trasformano la nostra televisione in spazzatura. Telefilm spinti consentiti ai minori. Talk show che hanno tutta l'impressione di essere dei porno show e si potrebbe continuare all'infinito.

E vorrei rifarmi a qualche commento lasciato da qualche giornalista di "Libero" che sostiene che la colpa è della sinistra. Una sinistra che a parer suo ha cancellato valori importanti come la famiglia.

Ma perché di ogni questione, di ogni problema deve farsene una questione politica? Perché non si analizza per quello che è veramente?

Il problema è che i ragazzini di oggi stanno crescendo troppo in fretta. La colpa non è della politica, ma della società. Famiglie che vivono nella frenesia mondana. Bambini lasciati vivere allo sbaraglio perché i genitori che corrono dalla mattina alla sera per mettere una pagnotta in tavola a cena.

E si cresce per strada, imitando i modelli che i media "passano". E sono dei bei modelli?

Ma la colpa di tutto questo non è né della destra né della sinistra, ma solo ed esclusivamente del dio denaro che oggi ci spinge a cercare di guadagnare di più per correre ai ripari.

L'assenza di dialogo in famiglia non è colpa della sinistra. E' colpa delle famiglie, che vivono secondo le istruzioni della moneta.

Occorre tornare tutti a scuola. A scuola di valori, a scuola di educazione. Ed è giusto, coi tempi che corrono, andare ai ripari e dire a tutti i ragazzi presenti su questo mondo "se proprio volete avere rapporti sessuali prendete precauzioni".

E ai più giovani è doveroso dire "Avere rapporti sessuali non è come giocare alla play station, ma comporta delle responsabilità nei confronti di un altro essere umano e nei vostri confronti. Non fa più "belli" o più "maci" nei confronti dei vostri coetanei. Ci sono altre espressioni d'amore che sono anche molto più belle. Romanticismo, ecco cosa manca nella vostra vita! Datevi al romanticismo".


mercoledì 25 marzo 2009

Testamento biologico: bocciato l'emendamento

Gli emendamenti dell'opposizione non sono stati accolti. Cosa vuol dire? Che in Italia non ci saranno "altri casi Englaro".
L'alimentazione e l'idratazione artificiali non potranno essere sospesi, per alcun motivo al mondo.
Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, parla di «successo per il Governo e per il nascente Pdl» e aggiunge: «Con questo provvedimento non sarà più possibile un caso Englaro». «Aggiungo - continua - la mia soddisfazione personale, perché avevo varato dei provvedimenti amministrativi che vengono confermati in pieno da questa legge».

Critico, invece, il Pd. In vista dell'approvazione del disegno di legge sul testamento biologico prevista giovedì al Senato in prima lettura, Anna Finocchiaro afferma di non aspettarsi «più nulla». «Il Pdl - spiega la capogruppo del Pd al Senato - attraversa una contingenza politica particolare. Si sono irrigiditi, in modo per certi versi irragionevole, per altri versi ingeneroso, per altri ancora incostituzionale», afferma l'esponente del Pd conversando con i giornalisti presenti a Palazzo Madama.

Diversa la posizione dell'Udc. In una nota, il presidente dei senatori dell'Udc, Gianpiero D'Alia dice: «Si prefigura una maggioranza per la vita molto più ampia di quella prevista. Questo testimonia la libertà del Parlamento, a dispetto di chi lo ritiene soggiogato, e il senso di responsabilità con cui si sta affrontando un tema così delicato. Sta trionfando una cultura costituzionale che promuove la vita e rinnova l'alleanza terapeutica tra medico e paziente».

E l'Italia dei Valori scaglia la pietra. «Il Pdl e la maggioranza tutta hanno fatto abortire qualsiasi tipo di confronto - afferma Felice Belisario, presidente dei senatori dell'Idv. - Volevamo il dialogo senza pregiudiziali ma non è stato possibile e la responsabilità è tutta del governo e della sua maggioranza che hanno chiuso l'uscio a qualsiasi tentativo di sintesi». «Da parte dell'Italia dei Valori - conclude Belisario - non c'è stato alcun cedimento alle suggestioni incerte e contraddittorie della maggioranza. Il nostro no è convinto e unanime. Quella che si sta votando è una legge brutta. Purtroppo non ci sarà molto altro da fare che chiedere ai cittadini di esprimersi»

L'emendamento Finocchiaro si riferiva al comma 6 dell'articolo 3 del ddl, che prevede che «l'alimentazione e l'idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita. Esse non possono formare oggetto di Dichiarazioni anticipate di trattamento». L'emendamento Finocchiaro chiedeva di sostituire tale comma con la seguente formulazione: «L'idratazione e la nutrizione, indicate nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono da considerarsi sostegno vitale e sono comunque e sempre assicurate al paziente in qualunque fase della vita. Nell'ambito del principio di autodeterminazione, nel rispetto dell'articolo 32, secondo comma, della Costituzione, è ammessa l'eccezionalità del caso in cui la sospensione di idratazione e nutrizione sia espressamente oggetto della Dichiarazione anticipata di trattamento».

martedì 17 marzo 2009

Il mostro austriaco. Avviato il processo

Fritzl: "Non ho ucciso nessun bimbo"
Si è aperto in Austria, sotto i riflettori, il processo al padre incestuoso Joseph Fritzl. Il 73enne ingegnere "mostro di Amstetten" è entrato in Aula con il volto coperto da una cartella azzurra. Le accuse a suo carico sono di "omicidio, privazione di libertà, abusi e riduzione in schiavitù" per aver rinchiuso e violentato la figlia Elisabeth per 24 anni. Il 73enne si è dichiarato colpevole di stupro e incesto, ma non di omicidio.

"Non ho ucciso nessun bambino"
Il "mostro di Amstetten" si è dichiarato colpevole di stupro e incesto, ma ha negato l'accusa di omicidio relativa alla morte di uno dei suoi figli-nipoti, un neonato deceduto subito dopo la nascita. Fritzl ha anche rifiutato l'accusa di aver tenuto in stato di schiavitù la figlia Elisabeth per gran parte della sua vita. L'accusa di omicidio preterintenzionale nei riguardi del figlio incestuoso morto nel 1996 è infatti difficile da provare, in quanto il bambino aveva gravi problemi respiratori e morì 70 ore dopo la nascita. Stabilire se fosse in condizioni tali da farlo sopravvivere, una volta ricevuta la necessaria assistenza medica, è di fatto impossibile, non esistendo più il cadavere, in quanto Fritzl lo bruciò nella stufa.
Anche la riduzione in schiavitù della figlia Elisabeth è difficile da dimostrare, in quanto in Austria esiste solo il reato di "traffico di schiavi", che finora non è mai stato perseguito nel Paese.
"Un'infanzia difficile"
"Ho avuto un'infanzia molto difficile", ha raccontato Fritzl con voce tremante ai giudici. "Mia madre non mi voleva". Una relazione difficile, senza manifestazioni d'affetto da parte della donna (anch'essa vittima di un'infanzia complicata, costretta a lavorare nei campi dall'età di otto anni), con un padre che compariva solo "raramente e in maniera sporadica".
"Lei semplicemente non voleva un figlio e mi trattava di conseguenza: io fui picchiato". Ma all'età di 12 anni, la svolta: il piccolo Josef decise che ne aveva abbastanza di percosse e che non avrebbe più tollerato maltrattamenti. "E da qual momento in poi, per lei divenni Satana in persona".
L'imputato si copre il volto.
Il "mostro" ha percorso i 100 metri che separano la sua cella dall'Aula con il volto coperto da una cartella contenitore di documenti azzurra. Durante il tragitto ha dovuto "sfilare" davanti alle telecamere incalzato dalle domande della stampa, come è usanza in Austria, prima dell'inizio del processo. Domande alle quali ha opposto il silenzio.
Proteste all'esterno
All'esterno dell'Aula, sono state inscenate numerose proteste e manifestazioni di denuncia.
Il processo
Il processo, che durerà almeno 5 giorni, si tiene a St. Poelten, capitale della Bassa Sassonia, 80 chilometri a ovest di Vienna, e tribunale di competenza per il luogo dove si sono svolti i fatti: la cittadina di Amstetten, città di poco più di 23mila abitanti.
Fritzl è accusato di "omicidio, privazione di libertà, oltre 3000 abusi e riduzione in schiavitù". L'omicidio si riferisce al settimo figlio, avuto dalla figlia Elisabeth, morto pochi istanti dopo la nascita, e che l'uomo avrebbe bruciato nella stufa. Per questo reato Fritzl potrebbe essere condannato all'ergastolo.
L'uomo rischia dai 10 anni al carcere a vita. L'imputato ha ammesso gli abusi, ma ha respinto l'accusa di aver ucciso uno dei bambini. La giuria è composta da 8 persone, ma sono previsti 4 sostituti, nel caso i primi decidano di ritirarsi.
La figlia Elisabeth
Il secondo giorno arriveranno le testimonianze della vittima Elisabeth, oggi 42enne. Non si presenterà in aula, ma tramite alcuni video, che sono stati girati durante 11 ore di sedute con la polizia e gli psichiatri l'anno scorso. La sua è preannunciata come una testimonianza straziante, alla quale la stampa non potrà assistere. La donna racconterà la sua infanzia e di quando il padre ha cominciato ad abusare di lei, a soli 11 anni, accusa che lui smentisce.
Tra gli altri testimoni c'è il fratello Harald e gli esperti forensi.
Rosemarie, la moglie dell'uomo ha chiesto il divorzio
La madre e moglie del mostro, invece, Rosemarie Fritzl, 69 anni, stanca di sentirsi chiedere se "veramente non si era accorta di niente", sembra essere andata "in vacanza", scrive "The Guardian". Non testimonierà contro il marito. Ma pare che abbia fatto domanda di divorzio. Secondo il tabloid britannico "The Sun", la donna ha cambiato nome e si è trasferita in un'altra città per cercare di fuggire alla vergogna e all'infamia che hanno colpito suo marito. Al Sun ha detto: "Non so dove sbattere la testa. La mia vita è già stata abbastanza rovinata. Non ho più un soldo. Il mio orgoglio è tutto quello che mi è rimasto, quello e la mia famiglia. Tutto ciò a cui tengo ora è la mia famiglia". La donna raramente esce di casa, risponde al telefono e si fa consegnare la spesa a domicilio.
Il circo mediatico
Le emittenti televisive di tutto il mondo hanno invaso la cittadina della Bassa Austria anche se il dibattimento avverrà per lo più a porte chiuse. In aula saranno ammessi inizialmente 95 giornalisti che però dovranno uscire quando inizierà il processo vero e proprio. Intanto, fuori, i camioncini dei media intasano la strada Ybbs, all'esterno dalla casa-bunker di Fritzl. Mentre a St.Poelten, i bar sono aperti 24 ore su 24, gli alberghi hanno quadruplicato i prezzi e la città registra il tutto esaurito, cosa a cui non si assisteva da anni.
Il sindaco ha invitato i giornalisti a un assaggio dei vini della zona una di queste sere, nell'intento di limitare i danni d'immagine di una città che non deve essere ricordata solo perchè qui è stato processato lo stupratore Fritzl.
C'è anche chi ha provato a sfruttare l'onda mediatica come un ristorante che aveva introdotto nel menu la "Fritzl Schnitzel", la cotoletta di Fritzl. Idea che le autorità locali hanno bloccato in tempo.
La vicenda
La storia di Elisabeth emerse ad aprile dello scorso anno ad Amstetten, quando Fritzl condusse in ospedale la figlia maggiore dell'incesto che non stava bene. I medici si insospettirono per il colore della pelle della ragazza, vissuta per 19 anni senza vedere la luce del sole nello scantinato di 60 mq senza finestre sotto l'appartamento in cui Fritzl viveva con la moglie ed altri sei figli. Secondo la versione che l'uomo aveva fornito, Elisabeth era fuggita di casa a 18 anni nel 1984. In realtà era stata rapita da lui e tenuta per 24 anni nello scantinato con tre dei sette figli, senza che le fosse mai consentito di uscire. Un altro bambino, Michale, era morto ed altri tre erano stati affidati alle cure della madre di Elisabeth con un lettera in cui la ragazza affermava di non potersene occupare.
Il precedente di Natascha Kampusch
La vicenda di Fritzl lasciò sotto shock l'Austria, che già aveva vissuto due anni prima la rivelazione del dramma di Natascha Kampusch, una ragazza di 18 anni che riuscì a liberarsi e a fuggire da una cella di sei metri quadrati in cui era stata tenuta per otto anni da un maniaco.
(notizia presa da Tgcom)

mercoledì 11 marzo 2009

Cassazione: Blog salvi dagli obblighi della stampa

Giunge dalla Cassazione una buona notizia per gli utenti della rete: blog, newsletter, newsgroup e forum non possono essere considerati al pari della stampa e proprio per questo motivo non sono soggetti agli stessi obblighi e alle stesse tutele.

La questione era sorta da un ricorso presentato all'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori). Questa, infatti, contestava la legittimità del sequestro di alcune pagine del suo sito: alcuni messaggi pubblicati dai lettori del forum Dì la tua, ritenuti offensivi verso il comune sentimento religioso.

Nella sentenza 10535, la Cassazione stabilisce che i forum sono "una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole e agli obblighi cui è soggetta la stampa o può giovarsi della guarentige in tema di sequestro che la Costituzione riserva solo alla stampa".

La Cassazione ha, inoltre, esteso questa deisione anche a "newsletter, blog, forum, newsgroup, mailing list, chat, messaggi istantanei".