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giovedì 28 aprile 2011

Frascarelli alla Tidei: «Non mi dimetto»

CASETTE DI LEGNO. Botta e risposta tra l’assessore alla Casa e il consigliere comunale del Partito democratico. «Ho a cuore il lavoro che sto producendo». Immediata la replica: «Se non ha competenza di che si occupa?»


CIVITAVECCHIA -
L’assessore alla Casa, Giancarlo Frascarelli risponde alle dure critiche lanciate alla sua persona dal consigliere comunale del Partito democratico, Marietta Tidei. «La competenza dell’emergenza abitativa come decreto appartiene al Sindaco, mentre tutti i casi degli alloggi provvisori sono di stretta competenza dei Servizi sociali – ha detto Frascarelli – l’Assessore alla Casa, invece, ha competenze soprattutto nel campo della programmazione, delle assegnazioni definitive inerenti i bandi regionali e degli altri aspetti di questo settore». E alle parole del consigliere Tidei, che ha detto che in una situazione del genere da Assessore alla Casa lei si sarebbe dimessa, Frascarelli risponde: «Io non mi dimetto perché ho a cuore il lavoro che ho portato avanti e che sto producendo, soprattutto nell’interesse di quelle famiglie che devono essere assistite sia per gli affitti che per le centinaia di domande presentate per l’alloggio popolare. C’è un bando regionale, c’è il dialogo che ho riaperto con l’Ater, c’è la volontà di risolvere i problemi della gente: tutto questo deve far capire all’opposizione - ha concluso - che ho un’apprensione giornaliera per quelle famiglie che sono rimaste fuori e che non saranno abbandonate dal sottoscritto».
Ma il botta e risposta non accenna a placarsi e il consigliere d’opposizione replica: «In tutta sincerità non credo che serva un assessorato solo per vigilare sul bando Ater, visto che di alloggi Ater disponibili ce ne sono pochissimi. Se neanche l’emergenza abitativa – ha proseguito – è tra le competenze dell’Assessore alla Casa a che cosa serve questo assessorato?».
Sull’assegnazione delle casette di legno interviene anche il Partito Democratico di Civitavecchia: «La casa dovrebbe essere un diritto invece è una pena. E chi non ha risorse economiche oltre alla pena anche l’umiliazione. È proprio il caso degli assegnatari di queste 40 casette. Ridotti a oggetto di cui il Sindaco dispone in base alle proprie preferenze».
«Queste casette – ricorda Enrico Leopardo del Pd – sono state assegnate senza un bando pubblico, senza consultare i Servizi sociali, né l’assessorato alla Casa. Ciò significa semplicemente strumentalizzare i bisogni della gente e in particolare di chi è povero».

mercoledì 27 aprile 2011

Marietta Tidei sulle casette: "Andrò in Procura"

Il consigliere comunale del Partito democratico alza la voce sull’assegnazione dei 40 alloggi a San Liborio. «Niente bando pubblico, sono stati considerati solo i bisognosi vicino a Moscherini e al suo staff. Al posto dell’assessore Frascarelli mi sarei dimessa». Polemiche interne all’Udc: il presidente Messina difende l’operato del Sindaco, alcuni iscritti al partito chiedono le sue dimissioni dalla Holding»


di SONIA BERTINO

CIVITAVECCHIA -
Il consigliere del Partito democratico, Marietta Tidei, è pronta a ricorrere alla Procura della Repubblica presentando un esposto per fare chiarezza sul metodo d’assegnazione delle casette di legno, fortemente volute dall’amministrazione comunale e consegnate sabato scorso a 40 famiglie civitavecchiesi. «Una vicenda oscura in cui sono stati adottati dei metodi poco chiari». Lo ha dichiarato lo stesso consigliere comunale di opposizione. «Il Sindaco ha erogato a sé il diritto di scegliere le 40 famiglie a cui destinare le casette di legno. Si tratta sicuramente di famiglie bisognose - ha dichiarato Tidei - ma l’assegnazione certamente sarebbe dovuta avvenire tramite un bando pubblico aperto a tutti e non invece solo a quanti hanno avuto la fortuna di entrare nelle grazie di Moscherini e del suo staff».
Critiche che colpiscono anche l’assessore Giancarlo Frascarelli: «Al suo posto, vedendomi estromessa da una materia che mi riguarda da vicino, mi sarei dimessa. A che serve un Assessore alla Casa se alla fine è il Sindaco a prendere in mano le redini della situazione?».
E dopo le critiche nei confronti dell’amministrazione comunale durante la diretta televisiva, nel pomeriggio di oggiuna ventina di persone che avevano presentato la richiesta d’assegnazione delle casette di legno presso il Comune, senza però ottenerle, sono state ricevute presso la sede dell’associazione Civita Libera alla galleria Garibaldi.
Momenti concitati quando sul posto si è presentato proprio il consigliere comunale Tidei, che ha contestato la procedura messa in atto, evidenziando l’opportunità di accogliere le rimostranze dei cittadini in sedi istituzionali sicuramente più adatte. Fortemente contestata dal consigliere anche la posizione del presidente del comitato comunale Piero Messina che prendendo le distanze dal consigliere comunale dell’Udc, Mirko Mecozzi, ha difeso l’operato del primo cittadino, criticando quanti gli hanno puntato contro il dito: «Da avvocato - ha dichiarato Marietta Tidei - Messina avrebbe dovuto fare della legge il suo faro. Da nessuna parte è stata rintracciata la legalità delle azioni del sindaco. L’utilizzo da parte di Moscherini di un’ordinanza sindacale è completamente fuori luogo. Non ci troviamo innanzi ad un’emergenza abitativa come nel caso dei terremotati. Non è crollato un palazzo. Il Sindaco ha consegnato delle abitazioni come se si trattasse di pacchi di pasta. C’è da pensare che la sua azione sia solo una manovra politica - ha aggiunto - per racimolare qualche voto in più alle prossime elezioni».Polemiche fuori luogo per il presidente del comitato comunale dell’Udc, di Piero Messina: «Da sempre, per quanto io ricordi, l’emergenza abitativa è stata gestita dai Servizi Sociali e i provvedimenti a favore dei soggetti assistiti sono stati assunti dal Sindaco o dall’Assessore eventualmente delegato. Del tutto improprio - aggiunge Messina - è parlare di un bando pubblico, commissione per l’assegnazione degli alloggi e quant’altro normalmente si può riferire a ben altre procedure di assegnazione alloggi disciplinate da leggi regionali e riguardanti l’edilizia residenziale pubblica. Qui si tratta di accoglienza a carattere provvisorio, - ha concluso - non di assegnazione in via definitiva, così come provvisoria è la sistemazione in albergo o strutture private». Pensiero che gli altri iscritti al partito sembrano non condividere: «Organizzeremo il ‘‘Comitato dei cittadini che hanno diritto alla casa’’. L’obiettivo è semplice: cercare di tutelare la brava gente dai soprusi». E dopo quanto accaduto chiedono a Messina di dimettersi.

giovedì 21 aprile 2011

Casette, il Sindaco si difende dalle accuse

CIVITAVECCHIA - Il sindaco Gianni Moscherini non perde tempo e replica alle accuse lanciate dai consiglieri d’opposizione, tra cui figurano soprattutto Marietta Tidei e Vittorio Petrelli, sull’assegnazione delle cosiddette ‘‘casette di legno’’ a San Liborio: «L’unico vero scandalo di questa città, dal punto di vista urbanistico - ha chiarito - sono le villette costruite sulle colline dell’Argento, fuori norma e che sicuramente non hanno ottenuto l’autorizzazione paesaggistica da parte dei Beni Culturali». Moscherini non perde un colpo e difende a spada tratta l’operato della sua amministrazione, spiegando le motivazioni che lo hanno portato a decidere di affidarsi ad ordinanze sindacali senza provvedere alla messa in opera di un bando pubblico per l’assegnazione degli alloggi. «Ad oggi il Comune spende circa 13 mila euro al mese di affitti che i servizi sociali paga agli indigenti - ha aggiunto - trasferire queste persone dalle case di privati alle casette prontamente costruite da questa amministrazione per far fronte all’emergenza abitativa che attanaglia la nostra città, non solo farà risparmiare al Comune queste 13 mila euro, ma permetterà così di integrare i contributi ai meno abbienti che, a causa di difficoltà gestionale delle risorse, rispetto all’anno scorso, sono diminuiti». Per il Sindaco non c’è stato alcun abuso d’ufficio e alla ‘‘minaccia’’ del consigliere comunale Tidei di verificare la legalità delle sue azioni nelle sedi competenti, risponde: «Sarò ben felice di essere denunciato e magari condannato per abuso d’atti d’ufficio nella realizzazione di un atto sociale e di assistenza ai cittadini poveri. Ne andrei orgoglioso». Difende l’operato di Moscherini anche il consigliere comunale Riccardo Sbrozzi rivolgendosi in particolar modo al consigliere Udc, Mirko Mecozzi: «Le sue accuse risultano essere, come in questo caso, del tutto strumentali e prive di fondamento. E mi stupisco delle sue dichiarazioni sulle casette di legno - continua Sbrozzi - uscite guarda caso subito dopo quelle di Marietta Tidei. Sinceramente non so per quale motivo si sia messo anche lui i panni del giudice inquisitore. Sull’argomento anzi - conclude il consigliere - bisognerebbe fare un plauso al Sindaco che vuole seguire in prima persona la vicenda delle assegnazioni non discostandosi però da criteri inflessibili, presenti in delibera, per poter essere ammessi alla graduatoria».