mercoledì 4 febbraio 2009

Ama sul mercato "se l'azienda non garantirà ai romani una città pulita"

Città sporca, cicche di sigarette che "abbelliscono" i marciapiedi, con contorno di foglie secche, fazzoletti e potremmo continuare all'infinito. Inciviltà di chi passa e sporca ma poca "preoccupazione" anche da parte di quella azienda pubblica chiamata AMA che si dovrebbe preoccupare di tenere pulita la città.

Si parla di Roma. Si parla del sindaco Gianni Alemanno che punta il dito contro l'azienda, e le dà un ultimatum: «Se fra un anno, dopo che il Comune le ha dato risorse adeguate, l´azienda non garantirà ai romani una città pulita, allora sceglieremo la strada della privatizzazione».


L'idea di affidare la ditta ai privati non è un'idea che giunge nuova alle nostre orecchie. Già a giugno l'assessore all'Ambiente Fabio de Lillo, aveva pensato alla privatizzazione per lo stesso motivo: l'insufficiente pulizia delle vie di Roma.


«Oggi l´Ama è messa seriamente alla prova - ha ripreso il sindaco - Faccio un appello a tutti i dipendenti e alla struttura perché ci sia davvero un grande scatto d´orgoglio per cambiare realmente il volto di questa città. Non è possibile pensare che una città come Roma possa andare, come indicato dal piano della Regione, al 50% di differenziata - ripete il sindaco - è un´illusione che ci porta sulla strada di Napoli. Il 50% non si fa in nessuna parte d´Europa».


E a spalleggiare le critiche mosse dal sindaco, anche Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio: «E´ vero, Roma è una città sporca, evidentemente perché non la si pulisce. Basta allontanarsi dal centro storico per vedere che le frequenze degli spazzamenti diminuiscono, fino a ridursi a una volta ogni tre mesi in certe strade dell´VIII, del XX e del XIII municipio. La priorità è dunque aumentare le frequenze dello spazzamento e introdurre il lavaggio con l´acqua. Per questo è urgente il nuovo contratto di servizio, che indicherà, strada per strada, su un totale di 10.200 tratti stradali in carico all´Ama, quante volte passeranno gli operatori ecologici. L´attuale contratto è ormai al suo terzo anno di proroga».


Il presidente di Legambiente non trova nulla di sbagliato nel mettere in gara il servizio di spazzamento della città. Se questo aiuta a tenere la città più pulita e ad offrire il servizio che spetta di diritto ai cittadini che La vivono, allora vada per la gara: «Questi servizi devono stare sul mercato - dice - nell´interesse stesso dei cittadini».


Per quanto riguarda la raccolta differenziata, però Legambiente e il sindaco capitolino si trovano in disaccordo: «L´obiettivo del 35% entro il 2013 - dichiara Parlati - dimostra chiaramente che non c´è una vera volontà politica di cambiare il passo. Tempi e passaggi troppo lenti, che non porteranno ad un´inversione di rotta».

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